L’arte di vivere

Il filosofo Wilhelm Schmid consiglia:

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Di tanto in tanto fermarsi ad osservarsi dall’esterno, come da uno shuttle, come insegnavano gli antichi filosofi;

Mettere in ordine la propria vita. Ma anche quando questo ordine è stato conseguito, lottare con gli inevitabili fastidi che ne fanno parte. Ovviamente ci sono fastidi importanti che non possono essere dominati, e fastidi minimi che non devono dominarci. L’irritazione che ci assale quando le nostre abitudini vengono spezzate deve essere gestita come apertura all’imprevisto, inteso come serendipity. Bisogna ampliare gli orizzonti delle nostre possibilità .

La noia è un bene, perchè è fonte di ispirazione inesauribile. Apre un vuoto in cui pensare pensieri mai pensati, fare incontri fortuiti, immagini nuove. Basta che il vuoto sia effettivamente tale e non riempito nevroticamente. Sopportare la noia solo per un po’ significa farla diventare l’ozio dei filosofi, un ozio creativo che permette la riflessione, la vera radice dell’arte di vivere.

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2013, anno nuovo: cosa buttare e cosa cercare

“All’alba la gente è indaffarata e non ha ancora assunto l’espressione sconfitta che segue le prime umiliazioni della giornata”:

BUTTO: la velocità di andare giù, di rimanerci male per un contrattempo, un disguido, la maleducazione, un’ingiustizia, l’indifferenza, una cattiveria gratuita.

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“Fare i bagagli è un gesto filosofico. Si tratta di rispondere alla domanda: che cosa è davvero importante ed essenziale? Ne va di noi stessi. Finisce sempre come finisce anche la filosofia: si mette tutto dentro finchè c’è spazio, e cioè troppo. Poi si chiede aiuto. Uno si siede sopra la valigia, l’altro tira la cerniera. Valigia chiusa e problemi aperti.

BUTTO: il bisogno dell’altro come appoggio, come spalla su cui piangere, come fonte di rassicurazione, come specchio.

PRENDO: Ognuno ha in se una scintilla di gioia e di perfezione. Essere il metro del proprio mondo, essere il frutto delle proprie riflessioni e dei propri valori è un punto di arrivo e di maturità.

BUTTO: attaccarmi all’idea che mi sono fatta di una persona, senza vederla per quello che è realmente. 

PRENDO: Affrontare la realtà, sempre.

BUTTO: il bisogno di essere fedele all’immagine che ho di me.

PRENDO: “Panta rei”, tutto scorre, tutto cambia, nulla è immutabile, la vita è mutamento ed io con essa.

BUTTO: aspettarmi che il mondo sia migliore di quello che è. Chiudere gli occhi di fronte a un mondo sempre più cinico, volgare, misero, squallido e basso.

PRENDO: fare la propria parte, nel proprio piccolo, per rendere le cose migliori, ma senza esagerare e senza caricarsi di sensi di colpa fuori luogo. La polarità dell’esistenza prevede il bene e il male, la gioia e la felicità e l’umanità tutta oscilla come un pendolo tra il cielo e l’abisso.

BUTTO: il fantasticare come fuga dalla realtà. Diceva Calvino “La creatività è un bel posto, ma ci piove dentro”.

PRENDO: “Se lo puoi immaginare lo puoi fare” è certamente un motto utile per spronarsi, per avere un focus preciso, per mirare a un obiettivo. Perchè se non si sa dove si vuole andare è difficile giungere alla meta. Allo stesso tempo, bisogna essere consapevoli che il cammino da percorrere è ciò che ti plasma, dunque è molto più importante della meta stessa.

BUTTO: il bisogno di piacere a tutti i costi, sognando, a volte, di essere come il pongo, infinitamente adattabile alle aspettative di amici, parenti, genitori, spasimanti, colleghi, vicini di casa, cani, gatti e canarini.

PRENDO: Acquisire la consapevolezza di quello che si è, di quello da potenziare che c’è già in noi, ma che è in penombra, di quello da offuscare, perchè ci sottrae troppa energia.

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