Wabi-Sabi: uno sguardo “accogliente”.

 

 

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Il Wabi-Sabi è una concezione estetica che valorizza l’imperfezione come indice di bellezza;  esso si ricollega a una visione che accetta il naturale ciclo di crescita e decadenza, di vita e di morte insito in tutte le cose.

Secondo il Wabi-Sabi la realtà si fonda su tre assunti:

niente è per sempre,

niente è finito,

niente è perfetto.

Lo stile di vita collegato al Wabi-Sabi è la ricerca dell’autenticità, che è, appunto, imperfetta.

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In una società narcisistica come quella occidentale, dove il delirio di perfezione è una malattia di massa che chiede di conformarsi a dei modelli fisici irreali e dunque irraggiungibili, cosa che genera frustrazione, una società dove il parossismo consumistico induce a disprezzare tutto quello che non è nuovo, fragrante, intonso, sterilizzato, abbracciare una visione come il Wabi-Sabi è un esercizio detox, che permette di togliere tanti strati di fuffa per apprezzare le cose e, di rimando, la realtà per quello che è, imperfetta ma ugualmente apprezzabile.

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Life is too short to be unhappy about silly things.

 

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Informazioni su Missandry

Vorrei vivere a metà tra un romanzo di Ellroy e Mad Men, uscire con Mick Jagger e teletrasportarmi tra New York e Parigi. E visto che ho 30 anni, reggere benissimo svariati martini dry.

16 risposte a “Wabi-Sabi: uno sguardo “accogliente”.

  1. Pablo

    Sono assolutamente d’accordo. Ti faccio qualche esempio: Spesso conservo oggetti resi imperfetti dall’uso e quindi divenuti interessanti proprio per l’usura; recupero le foto venute male enfatizzando l’imperfezione tramite l’elaborazione digitale ottenendo in tal modo addirittura numerose varianti; non mi sono mai innamorato di donne bellissime (da copertina per intenderci) ma sempre di donne con un’imperfezione che ne determinava il fascino e l’unicità.
    E poi, io, così imperfetto, non posso che dire: viva il Wabi-Sabi.
    Pablo

  2. Premio Shine On Award per te . qui http://wp.me/p3G0K6-t6
    😉

  3. hai uno sguardo accogliente e poetico Pablo, perchè siamo bombardati di continuo da idee che ci spingono a volere il meglio, inteso come qualcosa di perfetto…quoto il tuo assioma sulle donne di cui ti sei innamorato, bellissimo, e poi mi fa pensare alla canzone di Ligabue che dice “quella che non sei e non sarai a me basterà”… buon we!

  4. uh, grazie dominella! che bel pensiero 🙂

  5. Pablo

    Che bella coincidenza: hai citato la canzone di Ligabue che avevo intenzione di pubblicare oggi, un post solo con quella canzone e a maggior ragione lo farò. E sappi che sarà dedicata a te.
    Pablo

  6. Pablo, ma è un pensiero bellissimo, grazie! Mi hai fatto sorridere. Have a nice day!

  7. cinziarobbiano

    l’imperfezione è ciò che ci salva, e ciò che amo…ciò che non sopporto è l’imitazione di cose vissute ma senza anima, troppo standard nel tentativo di essere originali…hai presente shabby chic? ecco non se ne può più…

  8. condivido in pieno!!

  9. cinziarobbiano

    ci salveremo in 2 😉

  10. cinziarobbiano

    no dai, salviamo anche i lettori del tuo post che condividono 😀

  11. ovvio, era sottinteso! senza di loro no more DK :*

  12. L.

    Anche il signor L. si associa all’elogio dell’imperfezione, potrebbe tenere una conferenza sul tema 🙂

  13. Interessante! Invito il signor L ad aggiungere qualche riflessione all’argomento, if he likes it 🙂

  14. L.

    Penso che la bellezza abbia a che fare con l’imperfezione nella misura in cui ha a che fare con la propria visione. La perfezione è la visione degli altri, non la propria. La perfezione è un codice.
    La bellezza invece ha a che fare con il cuore, con la commozione, con la nostra storia, con i ricordi dell’infanzia, con certi profumi, con le nostre esperienze, con i nostri incontri, insomma con una serie di elementi che si possono comporre soltanto dentro di noi, nei nostri occhi, nel nostro cuore.
    Non mi dica che sono troppo sentimentale e poco signor L.
    🙂

  15. Anche il signor L, come tutti, è fatto di frammenti cangianti, ed è bello vedere che a volte il Signor L è molto meno signor L di quello che crede 😉 condivido in pieno la sua riflessione 🙂

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