Fashion o non fashion? Questo è il dilemma

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Ieri sera avrei voluto avere un outfit così, rock-chic, che desse un’idea chiara di me. Invece ho peccato di fashion pigrizia.

Avete presente quando uscite convinte che vi aspetti la solita serata tra amici, dunque volete risparmiare le vostre beauty-risorse per occasioni migliori e poi…poi scoprite che di solito non c’è niente, tranne il senso di inadeguatezza, in puro  black style Calimero. 

Ieri sera è stato così. Gente nuova, posto nuovo, ma mi son detta ” ehi, le persone non sono tutte superficiali” e un po’ mi sentivo l’eroina de Il diavolo veste Prada, una che motiva le sue scelte di moda alla luce di convinzioni profonde, un po’ Carrie, che ha fatto dell’eccentricità il suo tratto distintivo…

Ma io sono Disgrace, e non posso chiedere alla mia emotività i salti mortali in una sera! Se solo avessi iniziato a meditare, a coltivare la mia autostima su basi solide,  allora sì che sarebbe stato plausibile un atteggiamento stoico. E invece..

Però ho capito che anche un abito può essere la cartina di tornasole delle persone che hai di fronte. 

Se uno liquida chi ha di fronte soltanto perchè ha pescato male dal guardaroba, direi che non è poi una così grande perdita.

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Informazioni su Missandry

Vorrei vivere a metà tra un romanzo di Ellroy e Mad Men, uscire con Mick Jagger e teletrasportarmi tra New York e Parigi. E visto che ho 30 anni, reggere benissimo svariati martini dry.

2 risposte a “Fashion o non fashion? Questo è il dilemma

  1. Qualcuno dovrebbe inventarsi la pillola anti-inadeguatezza, allora sì che la supererei.

  2. Magari Io boh, ne comprerei a tonnellate. Anche se so benissimo che nel mio caso si tratta solo di pigrizia e paura di cambiare. Ho letto un bel libro di Goleman “La tua mente può cambiare”, dove degli studi interdisciplinari hanno mostrato come la pratica costante della meditazione (il libro era in collaborazione col Dali Lama, ecc.) o di altre forme di “allenamento del pensiero”, tipo la PNL, la visualizzazione, ecc., allenano e stimolano la plasticità del cervello, che può cambiare. Io mi riprometto da secoli di provare. In fondo cosa sono 21 giorni (il tempo per creare una nuova rete di collegamenti tra i neuroni) di fronte a un’esistenza? 🙂

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