Makeup ideas


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Diana Vreeland said

Le citazioni sono come i cioccolatini: una volta che ne hai scartato uno, è difficile fermarsi.

Questi sono cioccolatini fashion firmati Diana Vreeland, che dire mitica è riduttivo: è stata ante litteram su moltissime cose, innovando il mondo della moda a colpi di un’autostima di acciaio e di un senso estetico fuori dall’ordinario, per poi approdare al MET. In attesa dell’uscita del documentario a lei dedicato Diana Vreeland: the eye has to travel, ecco alcuni aforismi.

La sua frase che più mi piace recita più o meno così: esiste effettivamente una sola vita apprezzabile, ed è il tipo di vita che tu desideri e che ti costruisci da te.

“Unshined shoes are the end of civilization.”

You gotta have style. It helps you get down the stairs. It helps you get up in the morning. It’s a way of life. Without it, you’re nobody. I’m not talking about lots of clothes.”

“Of course, one is born with good taste. It’s very hard to acquire. You can acquire the patina of taste.”

“A little bad taste is like a nice splash of paprika. We all need a splash of bad taste—it’s hearty, it’s healthy, it’s physical. I think we could use more of it. No taste is what I’m against.”

“The first rule that a geisha is taught, at the age of nine, is to be charming to other women…Every girl in the world should have geisha training.”

“Style—all who have it share one thing: originality.”

“I think when you’re young you should be a lot with yourself and your sufferings. Then one day you get out where the sun shines and the rain rains and the snow snows and it all comes together.”

“…Don’t think you were born too late. Everyone has that illusion. But you aren’t. The only problem is if you think too late.”

“Oh, but I think that thoughtfulness and manners are everything.”
“Black is the hardest color in the world to get right—except for gray…”
“When I arrived in America, I had these very dark red nails which some people objected to, but then some people object to absolutely everything.”
“Vogue always did stand for people’s lives. I mean, a new dress doesn’t get you anywhere; it’s the life you’re living in the dress, and the sort of life you had lived before, and what you will do in it later.”
E per ultimo, in omaggio alla pioggia che continua a scendere,
 “I have a terrible time remembering exactly when my birthday is. Age is totally boring…”

Le righe sulle vite degli altri

Ho notato che in questo periodo leggo moltissimo e scrivo poco.

Non so, è come se volessi cercare nelle vite degli altri che scorrono sulle pagine dei libri, il segreto per sbrogliare le matasse, tutte le matasse, da quelle più semplici a quelle intricate, che ti verrebbe voglia di buttare via.

Leggendo si scovano delle pepite di riflessione, ecco quelle che ho trovato di recente:

Un conto è aspettare l’onda, un conto è alzarsi sulla tavola quando arriva.

I messaggini ti danno l’illusione di poter disporre del tempo necessario a fare la tua mossa prevedendo la reazione che susciterai, e invece non è vero. in quei frangenti ti senti tutto strategico, ma sei semplicemente impulsivo in un altro modo.

Non accontentatevi della felicità, aspirate alla serenità.

Questa bella favola del filosofo Ermanno Bencivenga http://eiochemipensavo.diludovico.it/2007/05/09/cero-una-volta-io/

 

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