Timidi e distratti di tutto il mondo uniamoci

Mia nonna usava ripetermi di continuo “Chi ha tempo non aspetti tempo”, tradotto vuol dire che se puoi sbrigare un’incombenza, è meglio farlo, è meglio “portarsi avanti”, perchè non sai che impedimento ti aspetta.

Così stamattina, complice la sveglia che mi ha buttata giù dal letto un po’ prima del previsto, decido di andare in stazione a fare il biglietto del trenino per raggiungere domani l’aeroporto (eh sì, vacanza in arrivo!).

Scelgo di prendere la metro, così da ottimizzare i tempi, anche se in genere tocca aspettare almeno un quarto d’ora.

Mi siedo in attesa e mentre sto prendendo il libro dalla borsa, ecco che un ragazzo del mio quartiere, un’altro che avevo “monitorato” e che poi era tristemente “scomparso”, si viene a sedere vicino a me.

Forse anche lui avrà pensato che avevo un viso familiare, infatti si girava a ripetizione dal mio lato (o forse questa è solo la teoria che mi piace sposare), così decido di armarmi di coraggio, di fare tesoro di tutti i consigli ricevuti dagli amici ogni volta che mi sono lamentata dell’impossibilità di comunicare con i miei simili senza una buona ragione, e gli chiedo se la metro è sempre così in ritardo (banale, lo so, ma almeno poco compromettente). Lui diventa un fiume in piena di parole, ma io, evidentemente stupita dalla felice situazione, mi faccio un autosabotaggio di quelli clamorosi, e non rilancio le sue numerose domande, nemmeno la più banale, “stai andando a lavorare?”.

Così, quando sopraggiunge finalmente la metro, ecco che mister N.  (di neighbour) decide di dare prova di grande interesse e sale 3 vagoni dopo quello nel quale sono salita io, che poi era quello di fronte a dove ci trovavamo ;(

Ca va sans dire, per tutta la mattinata nel mio cervello è martellato ” Avrei potuto ma non ho saputo sfruttare/osare/agire”, claim di tutti i timidi e  i distratti che sono soliti ritrovarsi con un retrogusto amaro in bocca e la spiacevole sensazione di aver perso una possibilità, la possibilità di evolvere, di aprirsi, di andare oltre la mono sfaccettatura del mi imbarazza/mi vergogno/non ce la faccio.

Per consolarmi stasera mi vedrò Via col vento, chissà se “Dopotutto, domani è un altro giorno” non possa diventare il mio nuovo mantra, o almeno mi rinfresco sui fondamentali della civetteria made by O’Hara

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Informazioni su Missandry

Vorrei vivere a metà tra un romanzo di Ellroy e Mad Men, uscire con Mick Jagger e teletrasportarmi tra New York e Parigi. E visto che ho 30 anni, reggere benissimo svariati martini dry.

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