Una studiata semplicità

Qualcuno mi ha scritto come vado vestita in queste uscite brave, ecco i mie personali consigli di style.

Understatement è la parola chiave. Non volete fraintendimenti nè sentirvi a disagio per via di quella minigonna che sale su o il top scollato, ossia non volete essere un cartellone stile “sono single e me ne vanto, anzi no, dunque fatevi sotto”, troppo trash!

Voi siete lì perchè temevate di puzzare di chiuso, perchè maledite i palinsesti della tv pubblica e ancor più maledite una città che ha fatto scappare i vostri amici stufi di cercare l’ennesimo lavoro sottopagato.

Voi siete lì per sentire il suono della vostra voce dire qualcosa di diverso che “grazie” alla cassiera del supermercato e all’impiegato della posta; volete proprio sentire il suono della vostra voce mentre interagisce senza l’ausilio di un telefonino o di skype.

Dunque il focus è fare due chiacchiere, no sembrare Kim Cattral.

Detto questo, non dovete eccedere sul versante opposto, ossia non dovete sembrare delle disperate che  sono sole per una valida ragione, ma anzi, il vostro fascino sarà proporzionale al mistero che creerà il vostro inspiegabile essere da sole, ok?

Direi che skinny jeans  e una blusa finto sportiva oppure una camicia potrebbero andar bene, no ai tacchi, no a troppi accessori addosso, dovete sembrare che siate uscite di casa così, per fare le vostre commissioni, e che poi abbiate deciso di fermarvi a bere qualcosa. Tipo Jennifer Aniston, che è l’equivalente moderno di Doris Day, una studiata semplicità.

Idem sul versante make up. Qualcosa di discreto ed elegante, magari con un tocco strong, tipo un lucida labbra molto glossy o un rossetto mat, oppure un tratto di matita nera nella rima interna dell’occhio che fa uno sguardo rock&languido. Per una volta n0n è il caso di cimentarsi con i consigli di Clio makeup!

Ma la cosa irrinunciabile, determinante, l’arma segreta, è andare senza aspettative, ma soltanto con la voglia di uscire dalla propria zona di comfort, per fare qualcosa di diverso.

Un bel sorriso è l’accessorio più importante e una dose di leggerezza non guasta mai, perchè tutti, in gruppo o no, hanno amarezze e beghe a non finire, dunque ognuno ha il proprio carico di lamentele da sopportare, non c’è bisogno di aggiungere quelle di un estraneo.

E se proprio non ce la fate a non sperare di essere in un film dove scoprire che il vostro vicino di bancone o il barman sono il vostro principe azzurro, potete sempre consolarvi con un secondo giro di Traminer!

 

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Informazioni su Missandry

Vorrei vivere a metà tra un romanzo di Ellroy e Mad Men, uscire con Mick Jagger e teletrasportarmi tra New York e Parigi. E visto che ho 30 anni, reggere benissimo svariati martini dry.

2 risposte a “Una studiata semplicità

  1. Mi piace ^_^ Anche io non amo troppi accessori addosso, mi danno il senso di un lampadario…Cmq sono totalmente d’accordo con il tuo punto di vista. Un bacio Nat

  2. Ciao Nat, grazie! Un abbraccio

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