Fenomenologia dell’utente di autobus

Ieri nel baretto dove ho fatto colazione c’era una card che si interrogava su chi potrebbe essere il nuovo Einstein.

Sicuramente non uno dei miei compagni di autobus, i quali non hanno capito che la compenetrazione dei corpi non è una legge della fisica.

Mi spiego meglio. Tutti i giorni salgo su un autobus famoso per essere sempre stracolmo, a qualsiasi ora, in qualsiasi momento. Naturalmente in queste occasioni di incontri ravvicinati con la varia umanità che mi è concittadina mi trovo sempre circondata, e dico sempre, da gente ansiosa (e ansiogena) che sebbene deve scendere al capolinea, cerca di guadagnare subito l’uscita con evidenti difficoltà dovute alla mancanza di spazio e dunque di vie di passaggio.

Ma visto che il bus che prendo è anche costretto a fare un giro più lungo del normale a causa di lavori stradali, e visto che mese nuovo=buoni propositi nuovi,  ho deciso di fare a piedi il percorso…perseveranza a me!

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Informazioni su Missandry

Vorrei vivere a metà tra un romanzo di Ellroy e Mad Men, uscire con Mick Jagger e teletrasportarmi tra New York e Parigi. E visto che ho 30 anni, reggere benissimo svariati martini dry.

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